Una criptovaluta può aprire spazi di libertà a chi subisce censura e
repressione finanziaria. Può anche alimentare speculazione, frodi e nuove
concentrazioni di ricchezza. Il libro di Francesco Giordano ci obbliga a tenere
insieme queste due possibilità e a chiederci quale uso della tecnologia
vogliamo sostenere.
Nel giugno del 2022 scrivevo che Bitcoin poteva diventare uno strumento
di democrazia, persino una valuta di unificazione e di pace. Lo scrivevo
dopo l’Oslo Freedom Forum, dove la Human
Rights Foundation aveva dedicato un percorso alla libertà finanziaria e una
formazione pratica sull’uso di Bitcoin agli attivisti esposti a conti
congelati, controlli sui capitali e svalutazione delle monete nazionali. In
quel contesto, poter ricevere una donazione o conservare risparmi fuori dalla
portata immediata di un governo autoritario aveva un significato assai più
concreto dell’ennesima previsione sul prezzo del giorno dopo
A quattro anni di distanza, L’AntiCripto. Finanza del
futuro, utopia libertaria o truffa del secolo?, di Francesco Giordano,
presentato il 22 settembre 2026 alla Casa
della Cultura di Milano, mi invita a tornare su quelle parole. Il titolo
pone tre ipotesi; il pregio del libro, almeno nella sua presentazione pubblica
e nel testo con cui l’autore ne illustra l’impianto, è prendere sul serio la
domanda che le attraversa: chi guadagna davvero dalla libertà promessa
dalle criptovalute?
Giordano, saggista e dirigente bancario, parte dal sogno di una moneta
digitale senza banche né Stati e ne segue la trasformazione in un circuito
finanziario globale capace di attirare grandi capitali. Guarda alla volatilità,
alle fortune improvvise e ai crolli; soprattutto, teme che la fuga dalle regole
diventi una via d’uscita dalle responsabilità fiscali e civili. È una critica
che merita ascolto. Se il vantaggio della decentralizzazione finisse
soprattutto nelle mani di chi dispone già di patrimoni, consulenti e vie di
fuga, avremmo trasferito il potere senza distribuirlo.
Eppure la vicenda raccontata a Oslo continua a porre una domanda scomoda
anche ai critici delle cripto. Che cosa diciamo alla persona cui viene bloccato
un conto per le sue idee? A chi non può ricevere sostegno oltre frontiera? La
possibilità di sottrarsi a un controllo finanziario può servire a occultare un
illecito; può servire anche a mantenere in vita una voce dissidente. La
differenza non è piccola, e il diritto non può permettersi di ignorarla. La
stessa Human Rights Foundation incluse tra i temi del Forum del 2022 la
compatibilità fra Bitcoin e democrazia: un interrogativo, prima ancora che una
risposta.
Qui la lettura di Giordano incontra, e mette alla prova, la mia posizione
di allora. Avevo visto nella matrice libertaria di Bitcoin una possibilità di
emancipazione. La riconosco ancora. Oggi formulerei però con maggiore cautela
l’auspicio di una valuta mondiale di pace: una rete monetaria aperta può
aiutare persone e associazioni, ma il suo codice non contiene alcun impegno
contro la guerra. Può circolare tanto una donazione per i diritti umani quanto
denaro destinato a scopi opposti: non basta chiamare una tecnologia “libera”
perché i suoi effetti siano giusti.
È da questa esigenza di dare una direzione civile alla libertà tecnologica
che nasce CandideCoin, emanazione del Centro Culturale Candide. Ne ho
immaginato la matrice libertaria in continuità con quella di Bitcoin,
affidandole però una finalità dichiarata: promuovere il disarmo e una cultura
di pace. CandideCoin è stato presentato come la prima criptovaluta pacifista e
disarmista al mondo. Questa è la sua ambizione e la sua identità pubblica; a
renderla credibile nel tempo saranno gli usi concreti, la trasparenza e la
capacità di tradurre l’idea in iniziative verificabili. Una buona intenzione
iscritta nel nome di una moneta è un inizio, non ancora un risultato (https://assodigitale.it/la-trasparenza-degli-algoritmi-perche-ci-riguarda-tutti-intervista-allavv-giovanni-bonomo/)
Per questo considero L’AntiCripto una lettura utile anche per chi, come
me, non intende rinunciare all’orizzonte libertario delle criptovalute.
Giordano ci costringe a guardare ciò che l’entusiasmo tende a lasciare sullo
sfondo: la concentrazione della ricchezza, il richiamo del guadagno facile, il
rischio che strumenti nati per ridurre le intermediazioni generino nuovi
intermediari altrettanto potenti e assai meno responsabili. Il suo sguardo
critico è più convincente quando ci chiede di seguire il denaro e i suoi
beneficiari; lascia invece aperta, per chi voglia discuterla, la questione di
come proteggere gli usi civili della finanza aperta senza consegnarli agli
abusi.
Tra l’utopia libertaria e la truffa evocata da Giordano, CandideCoin
sceglie di porre una domanda più radicale: a che cosa deve servire la
libertà conquistata con una nuova moneta? Se serve soltanto ad accumulare
ricchezza o a sottrarsi alle proprie responsabilità, avremo cambiato gli
strumenti, lasciando intatto il mondo che li governa. CandideCoin nasce dal
Centro Culturale Candide per dare alla libertà finanziaria una direzione dichiarata:
il disarmo, il rifiuto della guerra, la costruzione di una cultura della pace.
Un progetto che dovrà misurarsi con la trasparenza dei suoi atti, oltre che con
la forza delle sue idee.
Oggi, dopo la lettura di Giordano, penso che quella possibilità dipenda
anche dal fine per cui scegliamo di usare la tecnologia. La rivoluzione di
civiltà che immagino non è una moneta capace di salire alle stelle, ma
un’umanità capace di rinunciare alle armi. Se CandideCoin contribuirà a
trasformare la libertà di scambiare in libertà dalla paura della guerra, avrà
dato alla parola valore un significato che nessun mercato può
quotare.
avv. Giovanni Bonomo – Candide C.C.
Riferimenti: il mio articolo del 9 giugno 2022, la presentazione del libro e del suo impianto sul sito
dell’autore e la registrazione dell’incontro alla Casa della Cultura.
La registrazione non era consultabile direttamente per questa stesura; non
attribuisco quindi ai relatori interventi o parole pronunciati durante
l’incontro.

Nessun commento:
Posta un commento
Se ti è piaciuto il mio articolo puoi lasciare un commento.