9/20/2018

Lettera aperta ai credenti, perché in coscienza riflettano.

A coloro che credono in una religione o in qualsiasi altra superstizione o ideologia creazionistica, consiglio di riflettere su come è fatta la natura, fondata sulla "crudele" selezione naturale. Mangia tu ché poi ti mangio io. Riflettano, i credenti, su tutte le malattie infettive o di origine genetica causate dalla casualità che ha inciso sulla formazione dei primi organismi e che si sono trasferite su tutte le forme di vita nell'arco di centinaia di milioni di anni, o almeno da quando 600 milioni di anni fa esplose la vita nei mari. Coloro che credono e che rispondono indignati ai miei post (scritti per far riflettere e non per offendere), hanno mai fatto studi di biologia evoluzionistica per sapere se la vita sia veramente la conseguenza di un progetto divino? Hanno mai letto libri come quelli di Monod, Jacob, Lorenz, Weinberg, Ageno, Dawkins e altri genetisti e biologi per scoprire, sulla base di studi a cui tanti scienziati hanno dedicato una vita, che non esiste un progetto intelligente della natura? Sanno costoro che è ormai accreditata scientificamente la spiegazione di come tutte le forme di vita siano nate dalla casuale simbiosi di due batteri (che sono procariotidi e monocellulari, come le alghe azzurre) e di come tale casuale simbiosi abbia dato origine dopo tre miliardi di anni alla cellula eucariotica, senza la quale non vi sarebbero state tutte le altre forme di vita perché la Terra, altrimenti, sarebbe abitata ancora solo da batteri e da alghe azzurre? 

“Dio”, secondo i credenti, avrebbe impiegato 3 miliardi di anni per riuscire ad inventare la cellula eucariotica con tutte le sue imperfezioni? Altro che dire, come ha scritto il papa (costretto a fare il suo mestiere), che Dio è amore (enciclica Deus caritas est). Se un Dio esistesse, scrisse Schopenhauer (in “Pensieri e frammenti”), non vorrei essere io quel Dio: le miserie del mondo mi strazierebbero l'anima. Aggiungo io che questo Dio non meriterebbe alcuna venerazione per come ha fatto la natura. Mi vengono in mente le parole di Jago, che nell'Otello di Verdi canta l'aria "Credo in un Dio crudele". E tra tutti gli animali l'uomo è l'unico veramente crudele, perché capace di uccidere oltre la necessità della sopravvivenza, come, invece, fa il predatore. Si ricordino tutti i credenti accecati dalle panzane delle religioni e dalle madonne di Medjugorje et similia che molti scienziati hanno dedicato la vita alla cura delle malattie, e tra queste anche il cancro, che è sempre esistito da quando esiste la vita. Infatti esso, sebbene possa essere favorito anche da cause ambientali o dalla alimentazione, dipende essenzialmente dalla stessa struttura imperfetta della cellula, che impazzisce producendo cellule anomale che gli anticorpi non riescono più a controllare. Il cancro è dunque innato nella stessa struttura cromosomica. Vi sono individui che hanno un sistema immunitario abbastanza forte da essere capace di distruggere sul nascere le cellule cancerogene, altri individui invece no. Perché tutti abbiamo ogni giorno un certo numero di cellule cancerogene che gli anticorpi distruggono. Il cancro si manifesta quando il sistema immunitario è debole. Il cancro del collo dell'utero, per esempio, è causato dal papilloma virus, che rimane in incubazione se il sistema immunitario è forte. Altrimenti si manifesta la malattia. E chi ha creato il cancro? In particolare, chi ha creato il papilloma virus? Dio, per i credenti.  

Ma allora vi dico, ammesso che Dio esista, non vi accorgete, o credenti che siete solo dei disperati sul piano argomentativo e logico? E qui ve lo dimostro. Poniamoci di fronte ad un ipotetico Dio che fosse in grado di giudicare il bene ed il male. Ora, in che cosa consista il BENE nessun filosofo è mai riuscito a capirlo, a incominciare da Platone, che cercò sempre di darne una definizione, senza mai riuscirci; si può invece definire il MALE, come danno ad altri causato. Il male si vede, il bene no. Nessuno può essere chiamato in Tribunale per non aver fatto del bene: si viene invero chiamati per aver fatto del male. Il bene è soggettivo. Il male è oggettivo. Per un fanatico islamico è bene farsi esplodere provocando una strage: glielo comanda il Corano. A parte ciò, o credenti, ponetevi questa domanda: di fronte all'ipotetico Dio chi avrebbe più meriti? Colui che credendo nella sua esistenza fa del bene con la tacita ed inespressa convinzione di avere in questo modo dei meriti di fronte a Dio ai fini della salvezza della propria anima, oppure colui che, non credente, compia lo stesso bene o si limiti a non fare del male senza aspettarsi alcun premio da Dio in cui non crede?  

Iniziate a riflettere, credenti! Se un “Dio” esistesse premierebbe maggiormente il non credente che non faccia del male rispettando il comandamento di Confucio "non fare agli altri quel che non vorresti fosse a te". Gli ignoranti credono che questo sia un comandamento evangelico. NO. Gesù disse diversamente: "Fai agli altri quel che vorresti fosse fatto a te". Che è un comandamento morale, non giuridico, perché nessuna legge può comandare di fare del bene. In ogni caso l'ipotetico Dio, posto di fronte ad un credente che abbia fatto del bene e ad un non credente che non abbia mai fatto del male, sarebbe costretto a dire al credente: tu hai fatto del bene per opportunismo, pensando a mePertanto premierò maggiormente il non credente che non ha mai fatto del male perché si è astenuto da esso disinteressatamente, non egoisticamente per salvarsi l'anima.

Ne consegue, o credenti, che Dio, se esistesse, vi riterrebbe inferiori ai non credenti che non abbiano fatto del male. A che serve dunque credere in Dio se è meglio non crederci per essere da lui considerati moralmente superiori ai credenti? O credenti, liberate la mente! Avete tutto da guadagnarci. Oppure tenetevi Dio per conto vostro, coltivatevelo pure nella vostra vita privata, ma nella società non rompete più i coglioni ai non credenti che applicano la norma suprema della giustizia: il NEMINEM LAEDERE (non danneggiare alcuno). Perché proprio i non credenti saranno maggiormente premiati di fronte ad un Dio che non sarebbe certo quello antropomorfico delle religioni cosiddette rivelate. Il papa finge di non sapere questi argomenti. Sapete perché? Perché sa che altrimenti rimarrebbe disoccupato. Il papa finge di non sapere oppure non comprende veramente nemmeno i vangeli. Infatti Gesù ha comandato di fare del bene in privato ("Quando fate la carità non suonate la tromba per farvi vedere, e la vostra destra non sappia ciò che fa la sinistra"). In Matteo non viene condannato il divorzio, si ritiene solo moralmente superiore chi non divorzi. Né si parla nei vangeli di aborto. Ma ammesso e non concesso che il divorzio e l'aborto siano moralmente condannabili, la Chiesa non può chiedere che sia la politica a vietarli. Dal momento in cui non si divorziasse e non si abortisse per divieto di legge, chi non divorziasse e non abortisse non avrebbe alcun merito. Dunque, anche se può sembrare paradossale, il papa dovrebbe essere evangelicamente favorevole sia all'aborto che al divorzio per rendere meritevoli coloro che non divorziano e non abortiscono. 

Non si può, in conclusione, fondare una verità sulla fede. Per questo nessuna religione dovrebbe avere incidenza nella vita pubblica. Lo Stato deve ignorare tutte le religioni. La religione proibisce di ragionare, perché ragionando se ne scoprono subito le contraddizioni e l'assenza di credibilità. La Chiesa ha sempre ostacolato il libero pensiero, fortunatamente finendo con il perdere tutte le battaglie nell’ineluttabile progresso scientifico e di civiltà, ma sopravvive grazie al potere e alle ricchezze acquisite nei secoli.

Avv. Giovanni Bonomo - Candide C.C.





2 commenti:

  1. Fantastico! La penso esattamente allo stesso modo. Concetti apparentemente semplici, ma complessi per chi non è abituato a ragionare.

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  2. Il commento sopra è stato scritto da me, Daniela De Caro

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